Colui che è lontano dalla propria fonte aspira all'istante in cui le sarà di nuovo unito.

Tutto è rotondo, la terra, le galassie, le stelle, i pianeti e tutto si muove in

senso circolare.

Il movimento circolare è perfetto, immutabile, senza inizio né fine, né variazione; questo fa sì che esso possa rappresentare il tempo.

Il neo-platonismo paragona Dio ad un cerchio, il cui centro è dappertutto e questo tema lo si trova anche nel Sufismo. 

La danza circolare dei dervisci, la danza Sufi è ispirata a questo simbolismo cosmico: il giro dei pianeti attorno al sole, il vortice di tutto ciò che si muove, ma anche la ricerca di Dio, rappresentato dal Sole.

 

La danza Sufi nasce nel 1245 circa portata da Jalaluddin Rumi come forma di preghiera in quanto il Sufismo ritiene possibile il contatto diretto con Dio attraverso l’estasi e la meditazione.

 

Giunta fino ai nostri giorni, oggi prende una valenza importante per la crescita spirituale di tutte le Anime che sentono la chiamata al risveglio.

Il potere di questa pratica meditativa risiede nel fatto che parte dal Corpo, dalla presa coscienza e accettazione della Nostra dimensione fisica.

Cosi inizia la danza Sufi, dall’ equilibrio in questo piano fisico, dalle forze che influiscono su esso come la gravità e l’energia centrifuga che creiamo ruotando.

Un intento, base della crescita, che sfida la Nostra mente abituata a tenere il controllo su tutto quello che succede, chiedendogli di mollare, di lasciare andare.

E imparando a lasciare andare impariamo a divenire parte di quel moto rotativo proprio di tutto il creato.

 

Nella rotazione diveniamo contatto Cielo/Terra e attraverso di noi l’energia del creato fluisce, riempiendoci di tutto il sapere che in essa porta, sentendoci finalmente i figli della Fonte/Creato che siamo.

E’ questo sentire che risveglia la Nostra Anima che immediatamente si sente accolta da un Corpo determinato, equilibrato, libero dal controllo mentale e di esso se ne Innamora.

La rotazione continua e intanto l’Anima danza col Corpo in un’ estasi d’Amore che è propria del Dio che attraverso i Nostri occhi osserva il suo creato.

 

Durante la rotazione della danza Sufi perdiamo il contatto col mondo esterno e di conseguenza il giudizio su ciò che ci circonda e che ci porta sempre a proittare fuori da Noi stessi la realtà.

Perso il contatto con l’esterno restiamo intimamente soli e ci accorgiamo che mentre tutto fuori ruota Noi siamo fermi al centro.

Iniziamo a sentirci senza più interferenze esterne e la commozione che proviamo in quel preciso istante è nel vederci per la Divina perfezione che si-amo.

Nevio Vitali

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